Il gioco delle azioni positive                   Tutti hanno Cattivi Pensieri. Perche' fanno buona musica, forse... Comunque,
ne hanno tutti. Solo che non tutti lo vogliono ammettere. In fondo, i cattivi
pensieri fanno parte del patrimonio personale, sono una componente fondamentale
del proprio io, della propria personalita'. Sono un segno di distinzione, ti
identificano univocamente. Sono come le impronte digitali. Ognuno ha i suoi,
e sono diversi da quelli di tutti gli altri. Ma non sono esattamente delle
impronte digitali. I cattivi pensieri evolvono, mutano, si modificano, seguono
la crescita e la maturazione dell'individuo. Quindi, i cattivi pensieri non
solo identificano la persona, ma ti dicono pure la sua storia: quanti anni hai,
la tua formazione, le tue basi, l'ambiente con cui hai interagito e da cui hai
appreso, quante volte al giorno ti infili le dita nel naso, la partita IVA di
quella signorina che hai caricato quella sera sulla statale e te la sei portata
in una radura in mezzo al bosco per iniziarla all'ornitologia (come se prima
tale scienza le fosse sconosciuta) ed alla fine della prestazione non ti ha
rilasciato lo scontrino tanto che mentre ti rivestivi e' arrivata la Finanza e
vi ha fatto mezzo milione di multa per evasione fiscale... e via di questo
passo. Il bello e' che, tipicamente, tutti questi dati sono cannati. Occhio
quindi quando rivelate un vostro cattivo pensiero: autorizza la gente a fare
su di voi piu' cattivi pensieri di quanto possiate immaginare...
-- Andrea 'Zuse' Balestrero, in una e-mail a smemo@mbox.mir.it
 
La spiaggia del cane che ride
Nino Miano












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